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"E sembra ch'uno (donde mai? non, certo, /
dal tremulo uscio,...) sia venuto, e lento
sfogli - se n'ode il crepitar leggiero - /
le carte. E l'uomo non vedo io: lo sento:
invisibile, là come il pensiero... /
E poi nell'ira del cercar suo vano
volta i fogli a venti, a trenta, /
a cento, con impaziente mano
...sempre. Io lo sento ra le voci erranti, /
invisibile, là come il pensiero,
ch sfoglia, avanti indietro, indietro avanti, /
sotto le stelle, il libro del mistero."
da 'Il libro'