Gloria Fuzzi

"E sembra ch'uno (donde mai? non, certo, / dal tremulo uscio,...) sia venuto, e lento
sfogli - se n'ode il crepitar leggiero - / le carte. E l'uomo non vedo io: lo sento:
invisibile, là come il pensiero... / E poi nell'ira del cercar suo vano
volta i fogli a venti, a trenta, / a cento, con impaziente mano
...sempre. Io lo sento ra le voci erranti, / invisibile, là come il pensiero,
ch sfoglia, avanti indietro, indietro avanti, / sotto le stelle, il libro del mistero."

da 'Il libro'